L’estate 2026 la più calda di sempre, battuti tutti i record: i dati di Copernicus

L’estate 2026 la più calda di sempre, battuti tutti i record: i dati di Copernicus

L’estate appena trascorsa è stata la più calda di sempre per l’Europa occidentale, e quindi anche per l’Italia. L’ultima conferma arriva da Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea. Secondo gli ultimi dati resi pubblici, la temperatura media nei mesi scorsi è stata di 21,7 gradi centigradi, ovvero 2,5 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020, superando il precedente record stabilito nel 2003. Il caldo, peraltro, si è esteso ben oltre i mesi centrali dell’estate, con temperature giornaliere da record registrate anche a maggio e settembre.

I dati messi in fila da Copernicus testimoniano l’impatto sempre più visibile dei cambiamenti climatici. Una situazione che l’Europa conosce bene, considerato che si sta scaldando a una velocità doppia rispetto agli altri continenti. Anche la persistenza del caldo è stata particolarmente notevole: nel 2026 si sono registrati 17 giorni in cui almeno il 60% dell’Europa occidentale ha registrato temperature superiori ai 30 gradi, rispetto agli 11 del 2003 e ai 7 del 2025.

L’estate 2026 ha battuto ogni record anche per quanto riguarda lo stress termico, un indicatore di come i diversi ambienti termici influenzino il corpo umano, esponendo le persone a gravi rischi per la salute, tra cui il colpo di calore. Nell’estate appena trascorsa sono stati 41 i giorni di «forte stress termico», contro i 36 dell’estate del 2003. In gran parte dell’Europa, e in particolare nell’area occidentale, sono state osservate temperature dell’aria superficiale ai massimi storici, mentre nei mari europei sono state registrate temperature superficiali da record o vicine ai record.

L’estate appena trascorsa ha fatto registrare temperature eccezionalmente elevate anche nei mari italiani, con un forte accumulo di calore che può contribuire ad alimentare eventi meteorologici estremi durante l’autunno. In questo caso a diffondere i dati è il progetto Mare Caldo di Greenpeace, che monitora gli impatti dei cambiamenti climatici nei mari italiani. Da maggio 2026 in poi, in tutte le aree considerate dalle analisi si sono verificate diverse ondate di calore marine, con picchi che hanno superato in alcuni casi di quasi 5°C la media climatologica degli ultimi 30 anni. Una situazione che, secondo gli esperti, lascia presagire un incremento di eventi meteorologici estremi nei prossimi mesi.





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