Samanta Schweblin vince il Premio Malaparte 2026, la cerimonia ufficiale il 4 ottobre a Capri
In tanti anni di attività, il Premio Malaparte, l’importante riconoscimento che si assegna ogni anno a Capri a uno scrittore internazionale, è andato quasi sempre a romanzieri. Ci sono stati alcuni di loro – per esempio Nadine Gordimer o Richard Ford – che scrivevano anche racconti, ma la principale misura di tutti è sempre stata il romanzo. È quindi in qualche modo una prima volta quella della vincitrice di quest’anno, Samanta Schweblin – autrice argentina che da tempo risiede in Europa, a Berlino – nota soprattutto per le sue storie brevi. Il nome della premiata è stato annunciato oggi dalla curatrice del Premio Gabriella Buontempo insieme all’intera giuria, composta da Leonardo Colombati, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Silvio Perrella, Emanuele Trevi e Marina Valensise. Come di consueto, la cerimonia di assegnazione del Premio, sostenuto da Regione Campania, Fondazione Ferrarelle Ets e Ferrarelle Società Benefit, si svolgerà sull’isola di Capri nel primo weekend di ottobre, tra sabato 3 e domenica 4 ottobre.
L’ultimo titolo di Samanta Schweblin è ‘Il buon male’, pubblicato in Italia da Einaudi. È una raccolta di racconti, la quarta dell’autrice, che ha al suo attivo anche due romanzi. “Ricordiamoci che sono argentina, vengo da una tradizione di grandi scrittori di racconti. Pensiamo per esempio a Borges, a Cortázar, a Silvina Ocampo. Scrivo anche romanzi, ma perché non sono stata sufficientemente brava e ho avuto bisogno di 250 pagine per qualcosa che potevo raccontare in 20 – ha affermato di recente la scrittrice in un’intervista – . E certo la capacità di sintesi ha costituito un discrimine fondamentale nella decisione di conferirle il premio. Ma, al di là della brevità, la giuria è stata convinta dai temi che la Schweblin ha perseguito nel corso dei suoi libri, costellati da timori, ansie e paure che tengono il lettore in uno stato di perenne inquietudine. Questo è il vero minimo comun denominatore delle storie – ha proseguito – Un flusso costante di incomprensioni e disagi che a volte si spingono fino al suicidio e costituiscono un percorso ininterrotto nelle fragilità umane, un viaggio nell’ignoto che non pretende di mai di spiegare, ma soltanto rendere la sensazione di turbamento e precarietà dell’animo umano”.
A Capri Samanta Schweblin affronterà i consueti impegni del fine settimana del conferimento. Sabato pomeriggio incontrerà con gli scrittori della giuria del Malaparte in un dialogo pubblico. Secondo la tradizione, la premiazione ufficiale avverrà l’indomani, 4 ottobre, alle 11, alla Certosa di San Giacomo, dove Giuseppe Merlino leggerà le motivazioni della giuria e la vincitrice pronuncerà il suo discorso di accettazione.
Samanta Schweblin è la seconda vincitrice consecutiva che scrive in spagnolo, facendo seguito a Fernando Aramburu, premiato nel 2025. Prima di loro ce ne sono stati sette di lingua inglese. Gli americani Richard Ford, Daniel Mendelsohn, Elizabeth Strout, Donna Tartt, il cileno Benjamin Labatut (che scrive prevalentemente in inglese) l’inglese Julian Barnes e l’irlandese Colm Tóibín. Tre i vincitori di lingua francese: Yasmina Reza (2021) e Amin Maalouf (2020), oltre a Emmanuel Carrère primo prescelto nel 2012, quando il premio è ripreso a opera di Gabriella Buontempo. Due invece gli autori di altre lingue: il danese Karl Ove Knausgård e la coreana Han Kang. Altri autori di grandissimo talento, come Saul Bellow, John Le Carrè o Nadine Gordimer, se lo sono aggiudicato negli anni Ottanta e Novanta.
