Massimo Verdastro porta in scena ad Anacapri «Eros e Priapo, il libro delle furie»
«Anacapri Sguardi Teatrali 2026» ha già preso il via da alcune settimane e i primi incontri della rassegna hanno confermato la vocazione profonda di questo progetto culturale, giunto alla sua seconda edizione. Con oltre venti appuntamenti distribuiti da maggio a ottobre tra il Teatro Paradiso, la magica Piazza San Nicola e la raccolta Villa Rosa, la rassegna trasforma l’isola in un luogo dove il teatro è necessità, memoria, sguardo acuto sul presente.
Sabato 6 giugno alle ore 20.30, al Teatro Paradiso di Anacapri, nell’ambito della rassegna promossa dal Comune, Massimo Verdastro porterà in scena «Eros e Priapo, il libro delle furie», la sua versione teatrale del capolavoro di Carlo Emilio Gadda: il più violento pamphlet antifascista della letteratura italiana, scritto a ridosso della Seconda Guerra Mondiale e ancora bruciante di attualità.
Interpretazione e regia sono di Massimo Verdastro, drammaturgia di Massimo Verdastro e Luca Scarlini, scene e costumi di Pier Paolo Bisleri, luci di Marcello D’Agostino, musiche a cura di Marco Ortolani, produzione Compagnia Diaghilev e Galleria Toledo in collaborazione con Compagnia Massimo Verdastro.
In quest’opera il grande scrittore lombardo dà corpo alle sue rabbie più ingestibili, facendo i conti con la figura del Duce – quella del «ku-ce» urlato istericamente dalle folle in delirio – di cui egli stesso era stato plauditore. L’ambiente è quello della Roma imperiale, distesa sepolcrale di marmi, e la corruzione sempre più mortifera che ne trapela prende forma attraverso cortocircuiti visionari e violentissimi. Come ogni grande invettiva, anche questo testo nasce dalla necessità di mettere in crisi la figura dello scrivente rispetto ai dati del reale: il meccanismo di seduzione del consenso, quel mix infernale di «patria, birri e femine» con cui il «bicchierante» arrivò e restò al potere, è descritto da Gadda con una furia morale e stilistica che le frecce del presente colpiscono con impressionante precisione.
Verdastro – premiato agli Olimpici del Teatro – interpreta le pagine fiammeggianti di Gadda con magistrale intensità e senso della misura, modulando vocalità, registri e dialetti – dal romanaccio imperiale al vernacolo fiorentino, fino al romagnolo di Predappio – in un grande cinema verbale in cui l’umanità ingannata, confusa e dolente viene osservata con scientifica perizia e morbosa dedizione.
