Ambulanze, affidamento del servizio 118 dell’Asl Napoli 1 e clausola sociale: il caso finisce davanti al Tar
118, lavoratori senza tutela: l’ASL Napoli 1 invoca la clausola sociale ma non ne finanzia il costo, 65 lavoratori a rischio. A lanciare l’allarme, relativamente al servizio di emergenza territoriale con ambulanze nella città di Napoli e sull’isola di Capri e alle tutele per i lavoratori, è l’organizzazione sindacale ConfSELP.
“La nuova procedura comparativa dell’ASL Napoli 1 Centro per l’affidamento del servizio di emergenza territoriale 118 apre un caso politico, sindacale e amministrativo – scrive in un comunicato l’organizzazione sindacale – destinato a far discutere. Da una parte, l’ASL Napoli 1 inserisce negli atti di gara una clausola sociale finalizzata alla salvaguardia del personale già impiegato nel servizio; dall’altra, determina un fabbisogno economico che, secondo la perizia depositata in giudizio da alcune Organizzazioni di Volontariato campane, risulta gravemente sottostimato e incapace di sostenere il costo reale della manodopera necessaria all’esecuzione del servizio, con un disavanzo stimato di circa 2 milioni di euro per ciascun lotto. Una contraddizione che emerge con ancora maggiore evidenza nel corso del giudizio pendente davanti al TAR Campania. Infatti, pur avendo previsto la clausola sociale nella documentazione di gara, l’ASL Napoli 1 sostiene nelle proprie difese che essa debba essere interpretata in maniera “flessibile” e che nessun obbligo sussista in capo all’Organizzazione di Volontariato aggiudicataria di assorbire integralmente il personale oggi impiegato nel servizio”.
“In sostanza, l’ASL inserisce una clausola sociale quale garanzia occupazionale – prosegue la nota – ma, al tempo stesso, come si evince anche nella propria memoria difensiva:
● non determina un importo massimo rimborsabile idoneo a coprirne il costo;
● sostiene che l’assorbimento non debba necessariamente riguardare tutti i lavoratori attualmente impiegati.
Le Organizzazioni di Volontariato ricorrenti hanno impugnato la procedura dinanzi al TAR Campania depositando una dettagliata perizia economica, elaborata sulla base del CCNL ANPAS-Misericordie, dalla quale emerge che il massimo rimborso previsto dalla gara non coprirebbe neppure il costo della sola manodopera”.
“Attualmente – continua ConfSELP Napoli – il servizio è svolto da circa 130 dipendenti. Secondo i calcoli, il fabbisogno individuato dall’ASL non consentirebbe il riassorbimento dell’intero personale oggi impiegato e potrebbe lasciare senza tutela occupazionale oltre la metà dei lavoratori, stimati in ben 65 unità. È proprio questo il punto più delicato della vicenda: una clausola sociale che, pur formalmente prevista negli atti di gara, rischia di non trovare concreta applicazione perché il relativo costo non risulta adeguatamente considerato nella determinazione del fabbisogno economico”.
“In tale contesto, l’Organizzazione Sindacale ConfSELP ha deciso di essere parte attiva nella tutela dei lavoratori, intervenendo nel giudizio amministrativo con un atto di intervento ad adiuvandum a sostegno del ricorso promosso dalle Organizzazioni di Volontariato. La ConfSELP, già intervenuta ai tavoli prefettizi dove aveva rappresentato il rischio che il fabbisogno economico fosse insufficiente a garantire la continuità occupazionale del personale già impiegato nel servizio, sostiene oggi davanti al TAR che la tutela dei lavoratori non possa limitarsi ad una previsione formale”.
“Secondo il sindacato, se la stazione appaltante decide di prevedere una clausola sociale, deve necessariamente determinare un fabbisogno economico coerente con tale scelta, assicurando la copertura del costo della manodopera necessaria all’effettivo assorbimento del personale. Diversamente, la clausola sociale rischia di trasformarsi in una mera dichiarazione di principio, priva di reale efficacia nella tutela dell’occupazione. Al momento il TAR ha rinviato il giudizio a un’udienza di merito, fissata per l’inizio di ottobre. Siamo fiduciosi che, nelle more, l’ASL ravvisi la fondatezza delle criticità segnalate e proceda a una rettifica dei costi del bando”, conclude l’organizzazione sindacale.

