Il nuovo decano dei cardinali vinse il Premio Capri-S.Michele Grotta Azzurra
Il cardinale Luis Antonio Gokim Tagle è stato eletto nuovo decano del Collegio cardinalizio.
Il Decano è il primo dei cardinali e, tra l’altro, convoca i cardinali, presiede le loro riunioni e fissa la data di inizio del Conclave delle elezioni del Papa, in caso di Sede Vacante.
Nel 2013, quando era Arcivescovo di Manila nelle Filippine, sua città natale, gli è stato assegnato il Premio Capri-S.Michele Grotta Azzurra della XXX edizione per l’opera Gente di Pasqua. La comunità cristiana profezia di speranza, edita in traduzione italiana dalla Emi.
In precedenza il Premio Capri-S.Michele Grotta Azzurra era stato assegnato al filosofo francese Jean Guitton, al direttore de «L’Osservatore Romano» Mario Agnes, al presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Camillo Ruini, al filosofo e commissario dell’Unione Europea Rocco Buttiglione, ed al cancelliere della Repubblica Federale Tedesca Helmut Koll.
Nato nel 1957 da padre filippino e madre cinese, Tagle, ha continuato per sette anni i suoi studi negli Stati Uniti d’America, dove ha ottenuto il dottorato.
Dopo essere rientrato nelle Filippine, è stato per dieci anni vescovo di Imus, prima di diventare nel 2011 Arcivescovo di Manila. Creato cardinale nel 2012 da Benedetto XVI, è stato chiamato a Roma da Papa Francesco come prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.
Tagle ha scritto la sua opera (che è una raccolta di lezioni e di conferenze) nella consapevolezza che siamo nel tempo della globalizzazione, nel quale tutti i confini sono andati in frantumi e che la globalizzazione è d’elite e neoliberalista.
Ma sostiene che, anche in questa situazione, è necessaria la comunità, nella quale ogni uomo, ogni famiglia, ogni gruppo è tenuto insieme da storie e memorie, che però deve sapere bene ascoltare.
Il suo sguardo è rivolto alla comunità cristiana, ma molto di quello che dice vale per ogni altra comunità. Tra l’altro scrive che tutti possediamo un po’ di sapienza, che dobbiamo condividere generosamente.
È quello che vale anche per le nostre due comunità dell’Isola di Capri, che sono composte da coloro che vi abitano, coloro che vi soggiornano temporaneamente, e da coloro che, pur stando lontano, si sentono parte di esse.
Raffaele Vacca
