Villa sui Faraglioni, i giudici emettono sentenza di non luogo a procedere per gli imputati ma dispongono la confisca del bene

Villa sui Faraglioni, i giudici emettono sentenza di non luogo a procedere per gli imputati ma dispongono la confisca del bene

Il tribunale di Napoli, prima sezione penale, collegio B, ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Antonino Aiello, Giuseppe Aprea, Marco Aprea e Massimo Stroscio, imputati nel processo relativo ai presunti abusi in una celebre villa, immobile di pregio vicino ai Faraglioni di Capri.

Per le imputazioni di natura edilizia e paesaggistica e per il presunto falso ideologico, risalenti al periodo tra il 2016 e il 2018, è sopraggiunta la prescrizione, mentre l’abuso d’ufficio non è più reato.

Nello stesso tempo, i giudici, malgrado il non luogo a procedere, hanno disposto la confisca dell’immobile oggetto di sequestro.

Le motivazioni verranno depositate entro novanta giorni.

Gli imputati erano: Antonino Aiello, l’imprenditore della moda, titolare del marchio “100% Capri”, proprietario della villa e committente dei lavori; gli ingegneri Marco e Giuseppe Aprea, progettista e direttore dei lavori; l’architetto Massimo Stroscio, all’epoca dei fatti contestati responsabile del settore edilizia dell’ufficio tecnico del Comune di Capri.

Gli imputati, nel corso del dibattimento, difesi tra gli altri dagli avvocati Luigi Maria D’Angiolella, Claudio Botti e Mario Del Savio, avevano sostenuto la legittimità del proprio comportamento e l’estraneità ai reati contestati loro dal pubblico ministero e per il quali il giudice dell’udienza preliminare ne aveva disposto il rinvio a giudizio. La prescrizione e l’abolizione del reato hanno portato alla chiusura della partita, ad eccezione della confisca del bene oggetto di sequestro per la quale si prevede altra “battaglia” legale.

 





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