Melania Esposito: “Villa Lysis e il coraggio delle scelte. Custodire il passato e costruire, con responsabilità e visione, il futuro”

Melania Esposito: “Villa Lysis e il coraggio delle scelte. Custodire il passato e costruire, con responsabilità e visione, il futuro”

Riceviamo e pubblichiamo uno scritto dell’assessore Melania Esposito contenente una serie di considerazioni sul percorso di crescita e valorizzazione che coinvolge Villa Lysis.

Da settimane, e negli ultimi giorni ancor di più, si parla tantissimo di Villa Lysis.

Come cittadina, prima ancora che come laureata in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale e oggi Assessore alla Cultura e al Turismo della Città di Capri, non posso che esserne felice e profondamente orgogliosa.

Sapere che uno dei siti monumentali più affascinanti della nostra isola sia al centro dell’attenzione delle testate locali, nazionali e internazionali rappresenta uno dei risultati più importanti che si potessero raggiungere. Non perché si sia alla ricerca di medaglie da appuntarsi al petto, ma perché quando si vive un luogo, lo si studia, lo si ama e si lavora per la sua crescita, ogni traguardo appartiene a tutta la comunità.

Credo però che, in un dibattito così acceso, sia doveroso ricordare una cosa: Villa Lysis non nasce oggi.

La sua rinascita è il frutto di un lungo percorso che ha coinvolto amministrazioni, associazioni, volontari e tanti cittadini che hanno creduto in questo luogo quando ancora non era al centro dell’attenzione.

Il primo ringraziamento va a Costantino Federico, che ebbe la lungimiranza di voler acquisire Villa Lysis al patrimonio comunale, salvando un bene unico e restituendolo alla collettività.

Un ringraziamento altrettanto sentito va ai volontari dell’associazione Capri è anche mia, che con un lavoro paziente, silenzioso e completamente volontario hanno restituito dignità ai giardini della Villa. Chi oggi passeggia in quegli spazi forse non immagina quanta fatica, quante energie, quanto tempo e persino quante risorse personali siano state donate per riportarli al decoro che meritavano. Se oggi Villa Lysis può essere presentata tra i più suggestivi giardini d’Italia è anche grazie a quel lavoro.

Un altro passaggio fondamentale è stato quello dell’Amministrazione Primavera, che ebbe il coraggio di affidare a un gruppo di giovani capresi la valorizzazione culturale della Villa. Attraverso l’Associazione Culturale Apeiron prese avvio un vero percorso di musealizzazione del sito: non soltanto eventi, spettacoli teatrali, concerti e incontri letterari dedicati anche alla figura di Jacques d’Adelswärd-Fersen, ma un lavoro metodico di studio, analisi dei visitatori, raccolta dati, costruzione di percorsi di visita e di una narrazione culturale capace di restituire identità e significato a questo luogo straordinario.

Per questo motivo credo sia profondamente sbagliato immaginare che Villa Lysis inizi oggi la sua storia. Al contrario, oggi raccogliamo il frutto di un percorso costruito negli anni.

Ogni amministrazione ha il dovere di custodire ciò che riceve, ma anche di compiere scelte che guardino al futuro. La nostra è stata quella di affidare il rilancio di Villa Lysis a un artista di riconosciuta rilevanza internazionale come Jago. Una scelta che, come ogni scelta culturale, può essere condivisa oppure no sul piano del gusto personale, ma che nasce da una precisa visione. In assenza di proposte alternative concrete e altrettanto strutturate, abbiamo ritenuto che questa fosse la strada più convincente per proseguire il percorso di crescita e valorizzazione di Villa Lysis. Se l’operazione si rivelerà pienamente vincente lo dirà soltanto il tempo. Saranno i risultati, la partecipazione del pubblico e gli effetti che produrrà nel medio e lungo periodo a consentirci una valutazione oggettiva.

Quello che però possiamo già affermare oggi è che Villa Lysis è tornata al centro del dibattito culturale nazionale. Se ne parla, la si visita, la si racconta. È presente sulle televisioni, sui giornali e sulle testate internazionali. E questo, per un bene culturale, rappresenta già un valore importante.

Si è parlato molto anche dei costi dell’operazione. È giusto confrontarsi su questo. Ma è altrettanto giusto ricordare che gran parte degli interventi realizzati non riguardano una singola mostra, bensì il futuro della Villa: il nuovo impianto elettrico, una moderna illuminazione museale e un sistema di videosorveglianza sono investimenti permanenti che resteranno patrimonio di Villa Lysis e serviranno ad accogliere qualsiasi progetto espositivo futuro.

La vera domanda, allora, forse non dovrebbe essere soltanto quanto costa fare cultura. La domanda è: quanto costa non fare nulla? Perché il rischio più grande, per Villa Lysis, non è un investimento, ma l’immobilismo. Dopo il lungo percorso che l’ha restituita alla comunità, il pericolo sarebbe considerare conclusa quella rinascita e smettere di alimentarla. I luoghi della cultura non si salvano una volta per tutte: hanno bisogno di una visione continua, altrimenti il rischio di ricadere, lentamente, nell’oblio è sempre dietro l’angolo.

Negli ultimi anni la Villa era già stata recuperata e restituita alla città grazie al lavoro di tanti. Ma è altrettanto vero che alcune stanze avevano progressivamente perso la loro funzione, diventando depositi o spazi non fruibili. Oggi quei luoghi sono stati restituiti ai visitatori con una nuova funzione museale e con una nuova prospettiva.

Le opinioni possono essere diverse, ed è giusto che sia così. Il confronto è sempre una ricchezza quando nasce dall’amore per il patrimonio culturale. Per questo motivo ritengo che ad ogni critica debbano affiancarsi anche proposte, idee e visioni. Solo così il dibattito può diventare davvero uno strumento di crescita per tutta la comunità.

Sarò forse una sognatrice, ma continuo a pensare che amministrare significhi avere il coraggio di fare delle scelte. Significa conservare ciò che abbiamo ricevuto, ma anche immaginare il futuro, investire, innovare e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.

Io lo sto facendo.

Capri merita di custodire il proprio passato, ma anche di costruire, con responsabilità e visione, il proprio futuro.

Melania Esposito

 





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *