Lunga intervista di Peppino di Capri al Corriere della Sera, tra orecchio assoluto, successi, vita privata e simpatici aneddoti

Lunga intervista di Peppino di Capri al Corriere della Sera, tra orecchio assoluto, successi, vita privata e simpatici aneddoti

Peppino di Capri: «Suonai per Jacqueline e Onassis. Con la mia prima moglie Roberta l’incasso delle mie esibizioni veniva giocato la sera stessa in qualche casinò». E’ il titolo di una lunga intervista che il Corriere della Sera ha realizzato al cantautore caprese, che poche settimane fa ha compiuto 86 anni. Il cantante, pianista e attore, due volte vincitore di Sanremo: «La mia marcia in più? L’orecchio assoluto». Il rapporto con il padre ha condizionato il suo carattere? «La mia timidezza e gli sprazzi di spavalderia sono il frutto di quella educazione». Se non avesse fatto il cantante? «Avrei fatto qualcosa legato all’ingegneria. Avrei voluto inventare il telefonino». Cosa ha fatto con i primi guadagni? «Aiutai i miei e aprii lo Splash, la prima discoteca di Capri: ci veniva anche Valentino. La gestiva mia moglie Roberta e metteva i dischi mia sorella Carola». Geolier è il suo erede artistico? «Bravissimo, ma è un rapper. I giovani mi cercano: Fedez a Sanremo è venuto a complimentarsi». L’artista più grande? «Lucio Dalla: mi fece ascoltare in anteprima Caruso per essere sicuro che la pronuncia fosse giusta. Piansi per la commozione». Tra le donne? «Gianna Nannini. Vado ai suoi concerti».

E’ possibile leggere integralmente l’intervista cliccando qui: Intervista a Peppino di Capri

 





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