La Sippic nella bufera: non rispetta gli impegni presi e lascia i dipendenti senza stipendi. Il sindaco: “L’azienda si assuma le proprie responsabilità”

La Sippic nella bufera: non rispetta gli impegni presi e lascia i dipendenti senza stipendi. Il sindaco: “L’azienda si assuma le proprie responsabilità”

La Sippic nella bufera, dipendenti senza stipendio. L’azienda che gestisce la distribuzione elettrica sull’isola di Capri aveva garantito, nel corso di una riunione svolta in Prefettura lo scorso 8 settembre, che entro quindici giorni avrebbe sbloccato la situazione salariale e corrisposto le mensilità al personale. Cosa che finora non è avvenuto. I dipendenti sono in stato di agitazione. I conti correnti aziendali sono pignorati e il futuro della Sippic è molto nebuloso.

L’Amministrazione Comunale di Capri va all’attacco della Sippic e in una nota, diffusa attraverso le pagine social di Capri Futura, sottolinea: “Il Comune è stato obbligato a pignorare i conti correnti perché la Sippic non possiede più alcuna proprietà e anziché pagare i propri dipendenti ha reso qualsiasi debito difficilmente esigibile. L’Amministrazione ha già espresso, in tutte le sedi competenti, la massima solidarietà ai dipendenti, chiarendo direttamente a loro la verità. Proprio per questo l’Amministrazione si impegnerà per trovare formule di assistenza consentite dalla legge”.

“Purtroppo la legge – ribadisce l’Amministrazione nel comunicato – impone agli enti pubblici e quindi anche ai Comuni di tutelare i crediti esigibili e la Corte dei Conti ha già monitorato la questione, per cui non ci sono alternative: la Sippic deve pagare i dipendenti o trovare altre risorse così come aveva promesso nelle sedi competenti! Inoltre erano state chieste garanzie immobiliari che non sono mai state fornite. Non esistono strade amministrative che si possono utilizzare. Eventuali strumentalizzazioni politiche sono assolutamente inopportune in questa grave situazione”.

“Faremo tutto ciò che è in nostro potere – afferma il sindaco Paolo Falco – per tutelare gli operai e le loro famiglie, ma non possiamo tollerare grottesche strumentalizzazioni. Ognuno si assuma le proprie responsabilità a cominciare dalla società. Non è onesto speculare sulla pelle di cittadini e operai”.

 





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