E’ battaglia legale tra le figlie di Emilio Fede per l’eredità: al centro della contesa anche la villa di Anacapri

E’ battaglia legale tra le figlie di Emilio Fede per l’eredità: al centro della contesa anche la villa di Anacapri

E’ battaglia per il patrimonio di Emilio Fede, il giornalista morto il 2 settembre 2025 all’età di 94 anni, e della moglie Diana De Feo, scomparsa il 23 giugno del 2021 a 84 anni. La denuncia presentata alla procura di Roma per circonvenzione di incapace e appropriazione indebita va verso l’archiviazione, ma la richiesta non ha chiuso la partita tra le due figlie, Simona e Sveva Fede. Sarebbe in corso – riporta La Repubblica – una guerra familiare combattuta attorno a un’eredità milionaria che comprende, tra i tanti lasciti, una villa ad Anacapri, nell’isola di Capri, immobili ai Castelli Romani, gioielli, cassette di sicurezza e conti correnti. Una storia approdata in Procura a Roma, dove la richiesta di archiviazione non ha messo fine allo scontro. Anzi. Una conclusione che Simona Fede, assistita dall’esperto penalista Daniele Bocciolini, infatti, non intende accettare. ”Riteniamo opportuno approfondire i contorni di questa vicenda, per questo stiamo predisponendo l’opposizione alla richiesta di archiviazione, chiedendo ulteriori indagini”, dice il legale.

Il punto di rottura, nella ricostruzione di Repubblica, è la morte di Diana De Feo. Simona è convinta che la gestione del patrimonio da parte di Sveva abbia progressivamente svuotato l’asse ereditario disegnato dalla madre nel testamento. Nel mirino finiscono alcune operazioni compiute dopo il decesso della giornalista: l’apertura di una cassetta di sicurezza alla Bnl di via del Tritone, la sorte di gioielli e beni di valore, una serie di movimenti bancari.

Sul fronte di Anacapri, Simona contesta alla sorella di aver promosso il trasferimento della quota del padre nella Fondazione Emilio Fede, arrivata così a controllare l’intera villa, nonostante il testamento materno le avesse destinato metà dell’immobile. Su Villa Lucia, sostiene che la proprietà sarebbe stata rappresentata con caratteristiche inferiori a quelle reali e lamenta la lesione della propria quota di legittima. Parte delle accuse, sempre secondo il quotidiano, ruota intorno alla fragilità del padre negli ultimi anni di vita: nelle carte compaiono i sopralluoghi dei carabinieri che ne descrivono le difficoltà nel ricostruire la propria situazione patrimoniale.

Secondo la ricostruzione di Repubblica, il cuore della contesa è Villa Lucia, residenza che domina il Golfo di Napoli dal parco della Floridiana. Simona, che ha dato il via all’inchiesta denunciando la sorella, la descrive come una proprietà di seicento metri quadrati e un valore vicino ai sette milioni di euro, e nella villa vede il simbolo della propria esclusione dall’eredità. Altro fronte caldo, come detto, è Capri: la villa di Anacapri apparteneva per metà a De Feo e per metà a Fede, e secondo Simona la quota del padre sarebbe finita nella Fondazione Emilio Fede, costituita nel luglio 2021, nonostante il testamento della madre le avesse destinato l’altra metà. Sullo sfondo, le condizioni di salute del padre, morto nel settembre 2025, su cui (riferisce sempre il quotidiano) Simona fonda parte delle accuse rivolte alla sorella.

Nella foto di repertorio: Emilio Fede ad Anacapri

 





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