Dall’ing Guido Gargiulo riceviamo e pubblichiamo: “Il nostro territorio”
Le varie iniziative, quelle fin qui attuate e quelle in programma, da parte della Amministrazione di Capri circa la riqualificazione e la cura di alcune zone del territorio cittadino, troppo abusato ma ancora così unico e caratteristico, fanno ben sperare in una decisa inversione di tendenza che lasci alle spalle un lungo periodo di colpevole abbandono e in un segnale della riacquisita sensibilità verso il territorio che rappresenta il nostro più prestigioso patrimonio e la carta vincente della nostra offerta turistica.
C’è da augurarsi che anche noi cittadini, la gran parte dei quali ha avuto rilevanti responsabilità nel procurato attuale disordine urbano, abbandonino atteggiamenti e comportamenti egoistici e si riapproprino di “valori” smarriti, quali l’orgoglio di appartenere a questa meravigliosa isola, il senso di responsabilità e quello civico, il rispetto vicendevole e nei riguardi degli ospiti che frequentano l’isola.
Nell’ambito del programma di lavori a farsi, vorrei richiamare l’attenzione su due aree che per la loro centralità e frequentazione meriterebbero priorità di intervento; si tratta peraltro di iniziative che non richiedono elaborate progettazioni, lunghi iter per approvazioni, consistenti impegni economici.
Mi riferisco all’area che comprende piazza Ungheria fino a piazzetta Strina; in particolare la piazza con il terminal bus pubblici e taxi che da anni versa in uno stato a dir poco vergognoso per le indecenti condizioni di igiene e pulizia che caratterizzano la baracca metallica, i mancorrenti, il soffitto, le luci, il piano di calpestio, le mura, etc.
E poi il fabbricato di proprietà privata ubicato tra piazza Ungheria e piazzetta Strina anch’esso in una condizione estetica indecente, a cominciare dal perennemente sudicio portico pedonale sottostante; mura scrostate e scolorite, cavi elettrici e telefonici a vista e penzolanti, ciuffi di erbacce che spuntano dalle crepe delle mura, etc.; per chi proviene dai due Golfi, un impatto quanto mai sgradevole. A meno di 100 metri dalla mitica Piazzetta!!
Nel caso specifico un primo passo sarebbe quello di sollecitare o intimare ai proprietari di provvedere in tempi ben definiti e in caso contrario poi, intervenire direttamente in danno.
La seconda segnalazione è per lo stato, alla stregua di abbandonate periferie, in cui versano le aree circostanti il primo tratto delle strade provinciali che dai Due Golfi conducono ad Anacapri e Marina Grande e le aree che corrono lungo l’intero percorso di via don Giobbe Ruocco.
Depositi di materiale edilizio e scarico materiali di risulta, esposizione e vendita all’aperto di prodotti, baracche, tettoie con coperture varie e approssimate; un miserevole spettacolo che in più tratti, intercetta lo stupendo panorama che si gode dalla strada. Negli appezzamenti di terreno circostanti, auto, camion, furgoni e materiali vari hanno preso il posto delle ormai “inutili” ed “improduttive” coltivazioni ad orto e vigneto; uno di questi su via Don Giobbe, approssimato come altri, “gestito” addirittura dalla stessa Amministrazione pubblica.
È ben evidente che in gran parte si tratta di rimuovere situazioni frutto di sconcertanti autorizzazioni o più probabilmente, di tacite e colpevoli connivenze.
Tanto è il lavoro da fare; impegniamoci tutti affinché non si interrompano i positivi segnali di discontinuità con un passato pieno di “ombre”.
Guido Gargiulo

Cosa si sta pensando e facendo, per limitare i flussi turistici, o meglio le invasioni? E per eliminare gli sbarchi a M. Piccola , cosa è successo e succederà al TAR, ormai famigerato? Si possono portare un gruppo di abitanti a testimoniare la invivibilità dell’isola? E l’Area marina protetta? E mettere limiti ai mezzi inquinanti (praticamente tutti) e alla velocità sulle strzde?
Ora che l’ Amministrazione si è bene sfogata con tutte le inutili esibizioni natalizie, può cominciare a pensare ad altro? Ai problemi tremendi e veri?
E oltre all’aspetto estetico che si suggerisce qui, pensare a cose veramente vitali?