Costumista morto a Capri, cambia l’ipotesi di reato: i pm ora indagano per omicidio
Ma quale suicidio, Luca Canfora potrebbe essere stato ucciso. La seconda perizia rafforza la pista dell’omicidio volontario. I pm cambiano ipotesi di reato nell’ambito delle indagini sulla morte del costumista del film “Parthenope” del premio Oscar Paolo Sorrentino (del tutto estraneo all’inchiesta). Gli inquirenti ipotizzano ora l’omicidio, senza però escludere del tutto l’incidente o il suicidio.
Il primo settembre del 2023 il corpo di Luca venne ritrovato in mare, davanti alla grotta dell’arsenale, sotto via Krupp, da un canoista. Fu identificato solo molte ore dopo. Quella mattina Canfora aveva lavorato sul set ai Giardini di Augusto, le telecamere di sorveglianza lo avevano visto entrare e mai più uscire. In un primo momento si era ipotizzato che Luca si fosse lanciato da una delle terrazze dei giardini, finendo in mare dopo un volo di decine e decine di metri. Ma il corpo, quasi intatto, “raccontava” tutt’altro. Man mano l’ipotesi suicidio è finita di lato, così come anche il luogo da cui sarebbe caduto è stato totalmente rimesso in discussione e resta attualmente da definire.
La tenacia del fratello Giuseppe ha portato ad un’accelerata nelle indagini, alla riesumazione della salma per un’autopsia bis, all’escussione di numerosi testimoni e a nuovi sopralluoghi (nella foto) da parte di pm, periti e Polizia sul luogo della morte. L’ultimo pochissimi giorni fa con l’impiego anche dei rocciatori alla ricerca dei tre oggetti di Luca mai più ritrovati: il telefonino, il portafogli e la felpa.
Le ferite e i traumi riscontrati dalla perizia bis sarebbero compatibili con quelli di un delitto volontario. Le indagini vanno avanti secondo la nuova formulazione e il giallo di Capri si infittisce.
