Consigliere regionale indagato per corruzione: una presunta gita a Capri su uno yacht di lusso al centro delle accuse
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha chiesto l’arresto per il consigliere della Regione Campania Giovanni Zannini, indagato per i reati di corruzione e concussione. Nell’ambito della stessa indagine coordinata dell’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni è stata chiesta la misura del divieto di dimora per gli imprenditori di Castel Volturno Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, titolari dell’azienda Spinosa Spa, specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati.
Secondo gli inquirenti il reato di corruzione si sarebbe concretizzato in relazione all’intervento chiesto a Zannini dai Griffo, che avrebbero voluto realizzare un impianto per la produzione della mozzarella, ma sarebbero stati ostacolati da problematiche di carattere amministrativo con la Regione Campania. Il consigliere regionale si sarebbe così impegnato, come presidente della Commissione Ambiente, a risolvere il problema con gli uffici regionali ricevendo in cambio – secondo l’accusa – una gita per Capri su un lussuoso yacht dal valore di circa 7.300 euro.
Inoltre, Zannini è accusato di aver ricevuto da un altro imprenditore due motorini per i figli in cambio di un intervento presso il Comune di Teano per un appalto ambientale.
La contestazione relativa alla concussione vede invece vittima un dirigente Asl: l’ex direttore sanitario Enzo Iodice, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere nonché ex segretario del Pd provinciale, candidatosi in una delle liste che sostenevano Roberto Fico alle recenti regionali. Per gli inquirenti Zannini avrebbe costretto Iodice a lasciare l’incarico di direttore sanitario – circostanza avvenuta nel settembre 2023 – perché probabilmente non avrebbe voluto sottostare alle sue richieste relative ad alcune nomine.
I fatti contestati a Zannini risalgono alla precedente consiliatura regionale, quando il politico di Mondragone era presidente della Commissione Ambiente della Regione ed era un componente della maggioranza di centro-sinistra del presidente Vincenzo De Luca. Alle ultime elezioni, Zannini è passato allo schieramento opposto, si è candidato con Forza Italia a sostegno di Edmondo Cirielli ed è stato eletto con un numero consistente di voti personali.
L’applicazione delle misure sarà decisa dal giudice per le indagini preliminari dopo l’interrogatorio cui saranno sottoposti gli indagati il 4 febbraio prossimo.
