Capri nel mese della poesia

Capri nel mese della poesia

Da qualche anno il mese di marzo è dedicato alla poesia.

Editori pubblicano libri di poesia, giornali e riviste le dedicano pagine, si organizzano molteplici manifestazioni in Italia, dove si dice che ci siano sei milioni di uomini e di donne che scrivono versi, ma dove alcuni, riecheggiando involontariamente quanto già scriveva sul quotidiano “Roma” nel 1960 Piero Buscaroli, dicono che nell’epoca della tecnica non ci sono più poeti, ovvero uomini e donne capaci di elevarsi e di elevare con lo spirito, che è una delle due componenti fondamentali di ognuno, dalla materiale realtà.

L’Isola di Capri ha ispirato poeti che hanno scritto in versi come Rainer Maria Rilke, Ada Negri, Alma Siracusa, Carmine Savastano e poeti che hanno scritto in prosa come Ferdinand Gregorovius, Charles Gounod, Amedeo Maiuri.

Di per sé è stata sempre ritenuta un luogo di poesia.

Perché? E che cos’è la poesia?

Rispondere è, nello stesso tempo, facile e difficile, giacché su che cos’è la poesia si è scritto moltissimo.

Normalmente si ritiene che poesia sia il contenuto di composizioni in versi, iniziate quando non c’era ancora la scrittura, e si pronunciavano e trasmettevano a voce.

Questo porterebbe a dire che Capri non è Isola di poesia, ma Isola che ispira poesia, con il suo cielo dal sole radiante o scintillante di stelle, il suo mare ora calmo, ora increspato, ora agitato, con i suoi campi sempre nuovi di giorno in giorno, le sue rocce che sembrano eterne.

Ma, aspetti di questo, diventano poesia quando li si sa osservare e contemplare ed, in modo naturale e misteriosamente, si inserisce in essi quel che sente l’animo e pensa la mente, componendo un insieme di umano e divino, di finito ed infinito che è rivolto innanzi tutto a se stessi, prima di essere eventualmente trascritto per altri.

Raffaele Vacca

 





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *