Burlò, l’imprenditore torinese liberato in Venezuela, è stato in passato presidente di una squadra di calcio di Capri mentre Goveani era il dg

Burlò, l’imprenditore torinese liberato in Venezuela, è stato in passato presidente di una squadra di calcio di Capri mentre Goveani era il dg

Il 52enne imprenditore torinese Mario Burlò, detenuto da tempo in Venezuela dopo essere stato arrestato in circostanze dai contorni ancora poco chiari, è stato liberato e rilasciato poche ore fa insieme ad Alberto Trentini. Burlò si era recato in Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità di business. L’ultima volta che ha telefonato a casa era stato il 9 novembre 2024, poi la sua famiglia ha perso ogni contatto con lui, fino a scoprire che era detenuto in una prigione di Caracas.

Burlò era entrato in Venezuela via terra dalla Colombia, ed è stato arrestato subito dopo il confine. Le autorità venezuelane non hanno fornito informazioni chiare sui motivi dell’arresto o sulle accuse.

I legali della famiglia avevano appreso della detenzione da una breve nota del console italiano al Tribunale di Torino, dove l’uomo è chiamato a rispondere di presunte indebite compensazioni di crediti fiscali.

Specializzato in outsourcing e a capo di diverse aziende, nel febbraio 2025 Burlò è stato assolto dalla Cassazione dopo essere stato condannato in primo e secondo grado a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo Carminius, sulla ‘ndrangheta in Piemonte.

La sua detenzione ha attirato l’attenzione delle istituzioni italiane e della Farnesina, con contatti diplomatici continui e visite dell’ambasciatore italiano nel 2025, che hanno confermato che Burlò si trovava insieme ad altri connazionali nelle strutture carcerarie venezuelane.

All’inizio di gennaio 2026 il nuovo governo venezuelano ha annunciato una serie di liberazioni di detenuti politici e stranieri, suscitando speranza anche per Burlò.

La svolta attesa è arrivata oggi, 12 gennaio 2026: Mario Burlò è stato liberato e trasferito presso l’ambasciata italiana a Caracas, insieme a Trentini, in buone condizioni e pronto per il rientro in Italia. La Farnesina e il ministro degli Esteri hanno espresso soddisfazione per la scarcerazione, definendola un passo importante nel quadro delle relazioni tra i due Paesi.

Burlò è molto conosciuto a Capri, per un motivo ben preciso: è stato presidente di una squadra di calcio dell’isola in tandem con Roberto Goveani che di quella società era il direttore generale. Nel 2019 aveva rilevato il Capri Isola Azzurra acquisendo il titolo del Napoli Nord e disputato il campionato di Prima Categoria. In rete ancora si trova la foto, che pubblichiamo qui, nella quale Burlò e Goveani appaiono insieme sorridenti accanto a uno striscione a loro dedicato sul campo San Costanzo. Un’esperienza che durò poco. Proprio mentre si trovava alla guida della squadra di Capri, fu infatti arrestato (successivamente assolto) nell’ambito di un’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Piemonte e per vicende che non avevano a che fare con la società sportiva isolana. Burlò aveva legami, di affari e imprenditoriali, con Goveani, ex presidente del Torino Calcio ed ex presidente del Capri Isola Azzurra, recentemente condannato a 3 anni per il crac della squadra di basket Auxilium Torino, processo nel quale è imputato lo stesso Burlò.

 





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