Atterraggio da brividi per un volo Londra-Napoli, apprensione per un gruppo di capresi

Atterraggio da brividi per un volo Londra-Napoli, apprensione per un gruppo di capresi

Doveva essere il viaggio perfetto, ma si è trasformato in un quarto d’ora di pura paura. Un gruppo di musicisti di Capri, di rientro quest’oggi da una trasferta artistica a Londra, ha vissuto momenti di grande apprensione a bordo del volo che li riportava a Napoli.
​Tutto è iniziato con 40 minuti di ritardo. La band era partita alla volta della capitale britannica per portare la propria musica oltremanica. Giornata intensa, carica di adrenalina, applausi e la soddisfazione di chi ha avuto l’onore di ascoltarli. Poi, il check-in, l’imbarco e il volo di ritorno verso Napoli, con la stanchezza addosso ma il cuore pieno di gioia.
​I problemi sono cominciati proprio nella fase finale del viaggio, durante la manovra di atterraggio sulla pista dell’aeroporto di Capodichino.
​Quella manovra improvvisa che ha gelato il sangue.
​L’aereo era ormai a un passo dal suolo quando, improvvisamente, i motori hanno spinto al massimo e il velivolo ha effettuato una violenta e repentina cabrata. Un “touch-and-go” (o mancato atterraggio) che ha colto di sorpresa tutti i passeggeri.
​”Abbiamo sentito l’aereo accelerare di colpo e riprendere quota vertiginosamente”, racconta uno dei musicisti, ancora scossi dall’accaduto. “In quei secondi il silenzio a bordo era irreale, interrotto solo dal rumore dei motori. Abbiamo avuto una paura tremenda. In quei momenti ti passa tutto davanti”.
​Fortunatamente, la professionalità dei piloti ha evitato qualsiasi conseguenza. Dopo aver ripreso quota in sicurezza e aver effettuato un giro panoramico sul golfo per riallinearsi, il comandante ha spiegato la situazione e ha tentato un secondo approccio.
​Il secondo tentativo è andato a buon fine: le ruote hanno toccato la pista in modo impeccabile, dando il via a un applauso liberatorio da parte dei passeggeri, tra sollievo e sospiri.
​Per i musicisti capresi una brutta avventura che, per fortuna, si è conclusa solo con un grande spavento. Un aneddoto da brividi che, c’è da scommetterci, finirà per ispirare le loro prossime canzoni. Bentornati a casa!

 





4 pensieri su “Atterraggio da brividi per un volo Londra-Napoli, apprensione per un gruppo di capresi

  1. Eh c’è bisogno di farne un articolo? Ogni giorno succedono nel mondo i touch and go, anche io li ho vissuti, e non ho mai letto di paura a bordo… Sangue gelato addirittura…

  2. Ma sai, dopo aver mostrato la foto del megayacht del dignitario di turno e continuando a nascondere i problemi veri di un’isola ormai decaduta, neanche più decadente, qualcosa si deve pur pubblicare per non perdere i 200 lettori

    1. Isola decadutissima! La mancanza totale di cultura, quella vera, e quindi in conseguenza, di comprensione della Natura, e quindi in conseguenza della tutela ambientale, ha prodotto i mostri. Tutto parte dalla filosofia, che NON c’è e così ci teniamo la corsa ai soldi, l’assenza di socialità e amore, e il massacro ambientale ( cementificazione, piscine, inquinamento da traffico , mare che se si facessero analisi delle acque non so cosa uscirebbe, invasione giornaliera). Ma abbiamo tanti “EVENTIII” … e chiunque può illustrarsi col nome Capri, dal limoncello sott’acqua , alla morta ( opera d’arteee) esposta in piazza .

  3. Come non darti ragione mmhh, abbiamo un tesoro naturale e culturale lasciato in mani molto poco probabili, Grotta Azzurra, resti romani, via Krupp, vicoli e vicoletti lasciati nel totale abbandono e degrado, un mare dove la barca dei campionamenti porta solo a spasso l’equipaggio (per nostra fortuna), il nome usato e sfruttato ovunque e comunque, Capri fa sempre mercato e chi amministra la cosa pubblica si piega come un ginnasta olimpico al volere dei poteri forti poi mettono la rete di recinzione dal faraglione a Mulo e hanno risolto il problema mandando i vv.uu. a pattugliare le acque e vorrei chiedere con quale autorità lo farebbero se non fosse stato solo lo spot pubblicitario estivo. Dell’arte meglio non parlare, qualcuno la chiamò “arredamento” e forse torto non aveva, dopo un passato di Artisti con la A maiuscola e di Ospitalità con la stessa maiuscola siamo relegati a provincia di un impero decaduto

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